Cosa sono le Gocce di Natura ?

 

Gocce di Natura  ( a cura di Rossana Trappa )
Questa rubrica nasce da un’idea dei giovani attivisti del Panda team YOUng WWF CASERTA OA per diffondere curiosità su piante ed animali, notizie storiche sulla natura, notizie sugli usi di erbe officinali nel passato e che, a tutt’oggi, offrono preziosi principi attivi nei medicinali d’uso quotidiano, sistemi innovativi di produzione da riuso e riciclo.
L' intento è di diffondere il sapere, incuriosire i lettori e valorizzare la conservazione della biodiversità grazie alla conoscenza
Gocce di Natura saranno articoli brevi che pubblicheremo con cadenza mensile.
Perché questo nome? 
Semplice, queste preziose curiosità arricchiranno la nostra conoscenza e l’amore per la Natura.
Quando?
A partire dal 21 marzo 2018 !

Giugno 2018 GREENWOLF di Milena Biondo.

 

GREENWOLF è un immaginario lupo ambientalista che mangia solo la lana che andrebbe in discarica e non le pecore.

il progetto LIFE+GREENWOLF, finanziato dalla Comunità Europea, è un macchinario che converte le lane di scarto della tosatura annuale delle pecore in fertilizzante, senza l'utilizzo di solventi chimici.

Questo fertilizzante quindi può essere riutilizzato dagli stessi allevatori-agricoltori per i loro campi coltivati, chiudendo un ciclo produttivo in modo virtuoso e a basso costo.
surriscaldando la lana si liberano vari composti più semplici, come carbonio e azoto, che vanno a costituire un humus di alta qualità.

 

Maggio 2018 - IL MERAVIGLIOSO MONDO DEI FIORI SELVATICI…MESSAGGERI DI VITA di Teresa Leggiero

I fiori selvatici mi hanno sempre affascinato. Sono autonomi nel nascere e nel vivere, non hanno bisogno di concimi, di terra comprata, di vasi… non hanno bisogno dell’uomo. 
Colorano i prati delle montagne, i campi di grano, i margini delle strade, le aiuole, possono crescere in luoghi insperati, tra le rocce, su un tronco di un albero o tra i sassi, vivono poco ma in modo intenso. I fiori selvatici, non sono un segno di incuria, non sono “erbacce” come siamo soliti pensare, ma di forza selvaggia della natura.

Veronica persica o Occhietti della Madonna: curiosità, storie e leggende

La Veronica persica Poiret è una pianta comune, erbacea e perenne, alta dai 10 ai 20 cm; ha steli deboli prostrati al suolo che formano spesso una copertura intensa nei prati incolti; ha foglie ovate e seghettate.

Fiorisce da marzo a maggio sia in città che in campagna. La corolla è tetramera (con 4 petali), zigomorfa sul piano verticale. Fiori celesti o blu con striature scure e centro più chiaro, quasi bianco. Questa pianta predilige un terreno bilanciato e ben drenato, ricco di humus.

La simbologia del fiore di Veronica è legata alla parola addio. Si usa, infatti, come dono per amici o amati in procinto di partire. Chi la regala, infatti, ripone in questo fiore la speranza che gli occhi divini veglino sul viaggio delle persone amate.
Se osserviamo da vicino i piccoli e delicati fiori della Veronica possiamo notare che questi assomigliano, anche grazie al colore, a piccoli occhi. Infatti, nella cultura e nella tradizione popolare, questo fiore viene anche conosciuto con il nome di Occhi della Madonna.

Secondo una leggenda : (Virgilio Chiesa tratto da L’anima del villaggio, Gaggini, Lugano 1934)

- Una dolce mattina, nel Malcantone, discese la Madonna col bambino, per godersi la nostra primavera.
La Madonna passeggiava lungo un sentierino pianeggiante, invigilando il figlioletto, che correva felice tra l’erba e i fiori.
Dopo un po’, il piccolo Gesù ebbe sete e domandò da bere. La madre si guardò attorno, tese l’orecchio, ma non scorreva un filo d’acqua.
Già stava per prendersi in braccio la sua creaturina e risalire ai cieli, quando le si offerse allo sguardo un bianco fiorellino che, all’ombra d’un blocco erratico, quasi non osava mostrarsi.
La Madonna s’avvicinò all’intirizzito fiore, lo colse e vide dentro quel pallore una gocciola di rugiada, che sprizzò una luce di diamante.
Accostò la corolla a mo’ di minuscola coppa alle labbrucce del piccolo, perché sorbissero quella stilla. Gesù bambino s’ebbe spenta la sete e riprese le sue corserelle nei prati. La Vergine confortò d’uno sguardo il povero fiore, che abbandonava il capino sullo stelo. Lo riportò all’ombra del masso, riattaccandolo miracolosamente al gambo.
Tosto la corolla si drizzò e divenne azzurrina come l’iride della Madonna, cui aveva per un istante fissato. E tutti i fiori di quella specie, tinsero i bianchi petali di delicato azzurro.
Da allora, nel Malcantone, le veroniche sono chiamate “occhietti della Madonna”; guardano a primavera dalle siepi, dai margini dei ruscelli, dalle prode, fiori sacri all’alma madre dei cieli❞.

Articolo di :Teresa Leggiero 
Wwf Caserta OA Consigliere Provinciale /Settore Educazione Ambientale

Fotografia di: Renato Perillo tratta dall’ Erbario Digitale Tifatino

http://www.wwfcaserta.org/

 

 - Aprile 2018 - LE ORCHIDEE, PERFIDE INGANNATRICI - di  Renato Perillo.

Molte piante terrestri in primavera impegnano grandi energie per ammantarsi di fiori, colorati e profumati, non certo per soddisfare le esigenze degli innamorati, ma piuttosto per attrarre i pronubi, ovvero animali che “ favoriscono le nozze “ , come insetti, uccelli e perfino pipistrelli; essi trasportano il polline da un fiore ad un altro, permettendo la fecondazione e quindi il perpetuarsi della specie. I fiori premiano i loro messaggeri d’amore con il nettare. Alcune orchidee invece adottano un sistema di perfido inganno. Il petalo centrale, detto labello, assume la forma e il colore della femmina di una certa specie di ape o vespa. Il fiore inoltre, perché la frode sia ancora più realistica, produce anche il profumo (feromone) femminile. Ed il gioco è fatto, la trappola è pronta. Ignari quanto focosi maschi si avventano sul fiore, che si ricopre anche della peluria tipica delle femmine, e cercano di accoppiarsi. Dopo qualche tentativo, delusi, volano via. Intanto la perfida orchidea ha deposto una o due piccole masse di polline appiccicoso sulla testa o sull’addome dell’ignaro insetto che, durante un nuovo tentativo, feconderà un’altra pianta della stessa specie. Queste piante sono dei veri e propri parassiti dell’istinto sessuale dei poveri quanto ignari imenotteri. (due esempi di mimetismo che induce una pseudo copulazione; fig 1 Ophrys insectifera L. e fig. 2 Ophrys apifera Hudson).

 

Non solo rondini a primavera - di Rossana Trappa

Oggi 21 marzo tradizionalmente si festeggia San Benedetto da Norcia e secondo il calendario cristiano coincide con il primo giorno di primavera.

E come ci ricorda questo proverbio italiano che dice:”San Benedetto ,torna la rondine al tetto” in primavera tornano dall’Africa questi magnifici uccellini per nidificare qui da noi.

In realtà se ci fermiamo a guardare con maggiore attenzione le rondini che volano in questo periodo possiamo notare che non sono tutte uguali ed infatti gli uccelli che popolano i cieli in questa stagione non solo solo rondini ma anche rondoni e balestrucci anzi in città ci sono prevalentemente queste ultime due specie. Per poterle identificare dobbiamo conoscere alcune caratteristiche peculiari e precisamente:

  • La rondine (Hirudo rustica)è lunga 17-19 cm ha una coda lunga e profondamente biforcuta ,ali lunghe curve e aguzze e un piccolo becco diritto di color grigio scuro . La sottospecie europea è di color blu scuro (quasi nero)sul dorso, bianco sul ventre e con una striscia rossa sulla fronte e sulla gola .

  • Il rondone (Apus Apus )il cui nome deriva dal greco apous “privo di piedi” presenta zampe molto corte e femori a loro direttamente collegate. Questa caratteristica non gli permette di spiccare il volo da terra, per cui non li vedremo quasi mai posarsi a terra ;è leggermente più lungo di una rondine 21 cm ma ciò che lo caratterizza in maniera chiara è la sua coda più corta e il suo piumaggio tutto scuro con una piccola macchia bianca sotto al mento.

  • Infine il balestruccio (Delichon urbicum )più piccolo degli altri due è lungo 13-15 cm ha una coda meno biforcuta e ali più corte , il suo dorso è nero, tranne il groppone (una piccola parte sopra la coda )che è bianco come anche la gola e il ventre . Ora che sappiamo le principali differenze non ci resta che sollevare lo sguardo e lasciarci meravigliare da questi tre magnifici uccellini di primavera .

Arrivederci al mese prossimo ....